La storia

Storia dell'ITI "Guglielmo Marconi" di Verona

Marconi

L’Istituto Tecnico Industriale "Guglielmo Marconi" di Verona non è solo una scuola, ma il risultato di una visione lungimirante che ha saputo intercettare il fermento industriale del dopoguerra. La sua storia affonda le radici in un momento di profonda trasformazione per la città di Verona.

La nascita: Un'esigenza inarrestabile

Tutto ebbe inizio ufficialmente il 17 giugno 1975, quando il Presidente della Repubblica Giovanni Leone, con il decreto n. 1060, sancì la nascita di quello che allora era conosciuto semplicemente come il "II Istituto Tecnico Industriale".

Non fu una decisione presa a tavolino, ma la risposta a una "necessità improrogabile": la sede storica dell'ITI "Galileo Ferraris" non riusciva più a contenere l'entusiasmo e il numero crescente di giovani veronesi che vedevano nell'elettrotecnica il futuro. Infatti, il decreto riconobbe una situazione già esistente: l’istituto operava "di fatto" già dal 1° ottobre 1974, animato da una spinta vitale che la burocrazia doveva solo regolarizzare.

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L'Autonomia e l'Identità

Con la firma di ministri storici come Malfatti e Gui, l'istituto ottenne non solo la propria sede, ma la personalità giuridica e l'autonomia: divenne un ente vivo, capace di camminare sulle proprie gambe. Lo Stato investì la cifra di 410.200.000 lire per il suo mantenimento, affidando alla Provincia di Verona il compito di garantire mura calde e laboratori efficienti per i futuri tecnici della nazione.

Il tassello finale dell'identità arrivò il 10 marzo 1976. Su proposta del Collegio dei Professori e con il parere favorevole del Sindaco e del Prefetto, l'istituto scelse il suo nume tutelare: Guglielmo Marconi. Il nome del padre del wireless e della radio non fu scelto a caso: incarnava l'audacia della sperimentazione e il superamento dei confini fisici attraverso la tecnologia.

Un Viaggio verso l'Eccellenza

Da quel momento, l'ITI Marconi ha smesso di essere una "costola" del Ferraris per diventare un polo d'avanguardia. Se i primi passi furono mossi tra le bobine e i circuiti dell'elettrotecnica classica, i decenni successivi hanno visto l'istituto cavalcare le onde della rivoluzione digitale.

  • Innovazione costante: dalle prime calcolatrici ai moderni laboratori di robotica e realtà aumentata.

  • Settori chiave: oggi l'offerta spazia dall'informatica alle telecomunicazioni, dall'elettronica alla logistica, fino alla conduzione del mezzo, formando i progettisti di domani.

  • Ponte con il territorio: Il Marconi è diventato il battito tecnologico di Verona, collaborando con le eccellenze produttive locali attraverso stage e progetti che trasformano gli studenti in professionisti pronti al "day one".

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Il Marconi oggi

Oggi, varcare la soglia del Marconi significa entrare in un ecosistema dove la teoria si sporca le mani con la pratica. È un ambiente inclusivo dove il rigore scientifico incontra la creatività.

Quell'istituto nato per "regolarizzare una situazione di fatto" nel 1975 è diventato un faro per l'istruzione tecnica, un luogo dove, nel nome di Marconi, si continua a inventare il futuro, una connessione alla volta.